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(7 recensioni )

Vincitore del Premio Speciale
Emotion Pegasus Literary Awards 2016

La cosa che sorprende, parlando di Gian Pio Torricelli (Modena, 1942), non è che in molti lo abbiano dimenticato, ma che qualcuno ancora lo ricordi. Sorprende perché la meteora di questo artista incompiuto e tormentato ha attraversato per una piccola manciata di anni, dal 1963 al 1968, i fervidi cieli dell'Italia delle nuove avanguardie, per poi lentamente svanire e inabissarsi, dall'inizio degli anni Settanta, nel labirinto oscuro della malattia mentale e della reclusione.
Figura tragica di provocatore, personalità eccentrica e dotata di un eccezionale carisma mimetico e istrionico, Torricelli si arruola ufficialmente a 23 anni – con la pubblicazione della prima silloge poetica, Dunque cavallo – in quella schiera di artisti e intellettuali che gravitavano attorno al Gruppo 63 e, con opere e con ragioni, tentavano di delineare i percorsi dell'arte e della società di domani. Torricelli entra in contatto con Edoardo Sanguineti,Umberto Eco, Adriano Spatola,Antonio Porta, Renato Barilli, per citare solo alcuni nomi, mentre nella sua Modena era già “un personaggio”, conosciuto, ammirato e talvolta temuto per i suoi comportamenti imprevedibili e violenti, da artisti che sarebbero diventati anch'essi nomi di grosso calibro – Claudio Parmiggiani, Carlo Cremaschi,Franco Guerzoni, Franco Vaccari,Giuliano Della Casa.

E' una fase di creatività assoluta, di sperimentazione, di performances diffuse: lo scambio tra l'arte e la vita diventa serrato, si fa strada l'idea dell'artista totale. Nel 1968 Torricellli pubblica Coazione a contare, un'opera il cui testo è costituto da un elenco di numeri da uno a cinquemilacentotrentadue, e che Eco ha indicato come “prodotto estremo del primo gruppo 63”. “Se a questo si era giunti, – prosegue Eco – finiva allora un'epoca e doveva incominciarne un'altra”.
Ma la nuova epoca per Gian Pio Torricelli non venne mai. Primo figlio maschio dopo tre sorelle, Torricellli era nato appena in tempo per salvare suo padre dalla partenza per il fronte. Un puer, un predestinato, una benedizione piovuta dal cielo. Con questo marchio Torricelli viene al mondo, e a questo marchio, come in un inesorabile destino edipico, finisce per sacrificarsi. Droga, violenze, arresti, manicomio criminale, elettroshock. Dolori, speranze, e infine rassegnazione. Oggi Gian Pio Torricelli, a 73 anni, vive sereno in una casa di riposo. E parla con gli extraterrestri.

Il libro si inoltra, con passo discreto ma sicuro, nelle due e più vite di Gian Pio Torricelli: l'uomo, l'artista, il figlio, il fratello, il malato di mente, i tanti volti di una personalità poliedrica e complessa che ha vissuto una delle stagioni più ricche ed esaltanti della nostra storia recente.

 

 

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