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Modena, marzo 1694. Dalle acque piatte della darsena, sotto lo sguardo vigile e benevolo del Palazzo ducale, un’imbarcazione muove silenziosa verso il grande fiume, per inoltrarsi dopo lungo cammino nel cuore tentacolare della maestosa Venezia. A bordo del piccolo naviglio poche persone e un grande dipinto: la Pala di San Mauro. È forse la fine di una lunga storia, che ha coinvolto artisti, monache, duchi, abati, faccendieri, amici e nemici. È l’inizio, per Francesco Stringa, sovrintendente a tutte le fabbriche e manifatture ducali e pittore di casa d’Este, del tramonto di una lunga e travagliata esistenza, costellata di faticosi successi e rovinose cadute. Figlio di un usciere di corte, egli si è ritagliato, nel secolo della forma, l’abito del gentiluomo; ma la sorte è sempre in agguato e pare accanirsi sui giusti. Così sull’artista, lavoratore fedele e infaticabile, è sceso improvviso il velo opaco della più insidiosa tra le malattie: la follia… In questa appassionata ricostruzione storica, artistica e biografica, le vicende del pittore Francesco Stringa si intrecciano con quelle dei contemporanei, piccoli e grandi. La misteriosa storia della Pala di San Mauro, della sua commissione e delle infinite peripezie che hanno accompagnato la sua realizzazione, diventa la lente per osservare un intero secolo, e ancor più le emozioni degli uomini e delle donne che l’hanno attraversato.

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