Pupi è un diminutivo di Peppino, a sua volta diminutivo di Giuseppe. Dal 12 Ottobre 1936 al 12 Ottobre 2016 ha trascorso 80 anni, e cioè circa 29200 giorni, compiendo azioni buone, generose, di aiuto agli altri.
É nato in casa, in Via Martinelli 64, all’angolo della “Fopa” (piccolo borgo di Cinisello Balsamo) mentre passava la decennale processione in onore di San Saturnino, patrono di Balsamo.
In questa raccolta troverete in ordine sparso episodi, racconti, confidenze degli ultimi anni. Scrivere è stata la sua forma di terapia per affrontare la malattia lunga e faticosa del Parkinson.
Così scrive in uno dei suoi racconti:
“Tutto comincia una mattina di primavera al CTO (gruppo A stanza 12). Aspettavo il  fisioterapista, e appoggiato alla finestra mi gustavo la mattinata piena di colori e suoni, uno spettacolo che solo il creatore poteva mandare in onda. Qualcuno mi tocca le spalle e dice:”Cosa sta pensando signor Giuseppe?” – era la signora Rosanna che con Gino, Luigi, Beretta facevano parte del gruppo A. Mi giro e le confido che ero triste e che:

Se guardo il cielo,
vorrei essere un uccello;
se guardo il mare,
vorrei essere un pesce;
se guardo la terra,
vorrei essere un vero uomo.

Mi dice: “Bravo! Dovrebbe scrivere questi pensieri, vorrei anch’io ma non ne sono capace, ma lei ci provi.” Fu così che la volta dopo mi porta un diario e una biro: 
“Auguri” – mi disse – “ci provi, metta su questo diario tutto ciò che vede e che sente e che prova”. 
Così dopo averci pensato cominciai con tanto entusiasmo che in 2 anni riempii 10 diari, parlando di tutti e tutto quello che mi passava nella mente: storielle, momenti di cose vere, persone, amici della luna del sole e delle stelle, della mia cagnolina Sissi, insomma di tutto. Scrivevo con entusiasmo, ne ero veramente contento, queste storie mi rendevano felice e le portavo ai miei amici del Gruppo A, che le apprezzavano e commentavano. Ci hanno aiutato molto nell’affrontare il nostro disagio”.

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