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E’ una città di provincia nell’Italia degli anni ’60 a fare da sfondo all’ultimo lavoro di Vincenzo Galizia, un romanzo di formazione sapientemente intrecciato con l’autobiografia, in cui il lettore potrà ritrovare i temi e le atmosfere più cari all’Autore in un’opera di grande maturità narrativa.
Il protagonista, un ragazzo orfano di guerra che prende servizio nella prefettura della sua città come componente dei “ruoli aggiunti”, si muove in una società ormai uscita dall’arretratezza e dalle privazioni del dopoguerra alla ricerca di un’emancipazione difficile ma possibile: sociale innanzitutto, ma anche culturale e affettiva, dove la spensieratezza dell’età si accompagna ai primi turbamenti amorosi e alla scoperta delle malizie dell’universo femminile. A sconvolgere come un turbine il cammino del giovane protagonista irrompe sulla scena un amore tanto travolgente quanto inatteso, capace di trasformare un ragazzo un tempo timido e insicuro in un uomo di successo. Ma a quale prezzo? Non potendo né volendo rassegnarsi a una perdita per lui inaccettabile, il protagonista compie un ultimo viaggio per ritrovare la sua donna, ripercorrendo i luoghi dove avevano trascorso insieme giorni felici. Nostalgia e malinconia si rincorrono in un viaggio del corpo e dello spirito che consente al narratore, e al lettore insieme a lui, di giungere a ritroso fino alla radice della propria identità.

 

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