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Una raccolta di conversazioni critiche dedicata all’ultimo travestimento delfiniano, il più ardito e il più tragico, nascosto bene come nessun altro sotto il cappello del giullare. Ecco a noi Antonio Delfini nel suo costume da provinciale militante, da illetterato e ottuso campanilista, da vendicatore dei luoghi modenesi, e nonantolani, della Certosa di Parma di Stendhal. Alle pagine dense, caotiche, visionarie e insieme lucidissime di Modena 1831. Città della Chartreuse, opera che uscì a un anno dalla morte di Delfini, nel 1962, sono dedicati gli scritti di Gino Malaguti, Alberto Bertoni e Margherita Bai, che da diverse angolature inseguono Delfini in una questione che egli millantava privata ma che è invece perfettamente sostenuta, dietro le quinte, dai vasti orizzonti della cultura europea.

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