Questo libro narra una vicenda forse non unica, ma certo non molto conosciuta. Nel 1943, durante le settimane concitate e angosciose succedute all’armistizio dell’8 settembre, i campi di prigionia per ufficiali e soldati nemici creati in Italia dai nazifascisti vennero evacuati e tutti i prigionieri trasferiti in Germania o nei Paesi ad essa soggetti. Alcuni indomiti prigionieri, con piani ingegnosi e sorretti da notevole fortuna, riuscirono a sottrarsi alla deportazione evadendo dai campi. Due di loro, fuggiti da Modena senza conoscere la lingua e senza appoggi di alcun genere, ebbero salva la vita grazie all’aiuto determinante dei contadini della terra emiliana. Terra di gente che non teme di mettere a repentaglio la propria esistenza e quella dei propri cari per salvare uomini sì sconosciuti, ma fratelli nella lotta al nazifascismo. Quasi sessant’anni dopo, uno dei due ufficiali, il sudafricano Alan Flederman, ha reso onore ai suoi benefattori fermando sulla carta la vicenda, affinché non resti sconosciuto l’eroismo di quegli uomini semplici e profondi.

Pubblicazione patrocinata dal Comune di Spilamberto e dall’Istituto Storico di Modena.

Ci indicarono la strada, Alan Fiederman, Modena
CI INDICARONO LA STRADA – Memorie di un prigioniero africano. Spilamberto 1943

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*valido solo per l'Italia.

Marchio

Edizioni Artestampa

Formato

22×15

Pagine

96

Anno

2003

1 recensione per CI INDICARONO LA STRADA – Memorie di un prigioniero africano. Spilamberto 1943

  1. Filippo

    Il libro può sembrare una storia immaginaria di azione e prigionia, eppure sono vere le parole scritte dall’autore sud africano, che riuscì a fuggire insieme ad un commilitone da una prigione durante la seconda guerra mondiale. Negli episodi si concentra tutta la speranza della fuga, poi tensione e adrenalina, così come il profondo senso di riconoscimento verso gli umili e valorosi contadini che decisero di ospitarli a discapito delle conseguenze.
    Questo resoconto è toccante e degno di essere letto e ricordato.

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