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Un elegante formato accompagna la lettura del pregevole lavoro di Giovanni Maria Sperandini, che ricostruisce in modo puntuale e approfondito il periodo in cui la città di Modena fu eletta capitale del Ducato Estense, sostituendo Ferrara. Il passaggio comportò il dispiegamento di ingenti risorse per la città della Ghirlandina che era angusta, fatiscente e sporca e dovette provvedere a radicali migliorie per accogliere il duca Cesare d’Este e la sua sofisticata corte. Oltre che architettonici e artistici, i cambiamenti furono anche culturali e, soprattutto, di costume.
“Sotto Cesare d’Este la città visse un periodo di feste e spettacoli maggiore di altri tempi. Per tutto l’arco dell’anno si tenevano in città balli, mascherate, tornei, quintane, corse all’anello, al palio, e al facchino armato, commedie, concerti che allietavano la vita non solo dei cortigiani ma anche della popolazione, e richiamavano a Modena numerosi forestieri”.
Come ricorda Ferruccio Veronesi nella presentazione “prezioso per questa ricerca è il materiale fornito da Giambattista Spaccini (1570-1636). […] Dello Spaccini l’autore di queste pagine ha saputo cogliere non solo il gusto della narrazione dei fatti, ma anche la semplicità aliena da erudite pedanterie”. Il volume propone, infatti, una ricerca storica accurata ma allo stesso tempo accattivante e fruibile anche per un pubblico non specialistico. L’opera è corredata di fotografie sia in bianco e nero sia a colori. L’edizione è a cura del Centro Studi Storici Nonantolani.

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