Un elegante formato accompagna la lettura del pregevole lavoro di Giovanni Maria Sperandini, che ricostruisce in modo puntuale e approfondito il periodo in cui la città di Modena fu eletta capitale del Ducato Estense, sostituendo Ferrara. Il passaggio comportò il dispiegamento di ingenti risorse per la città della Ghirlandina che era angusta, fatiscente e sporca e dovette provvedere a radicali migliorie per accogliere il duca Cesare d’Este e la sua sofisticata corte. Oltre che architettonici e artistici, i cambiamenti furono anche culturali e, soprattutto, di costume.
“Sotto Cesare d’Este la città visse un periodo di feste e spettacoli maggiore di altri tempi. Per tutto l’arco dell’anno si tenevano in città balli, mascherate, tornei, quintane, corse all’anello, al palio, e al facchino armato, commedie, concerti che allietavano la vita non solo dei cortigiani ma anche della popolazione, e richiamavano a Modena numerosi forestieri”.
Come ricorda Ferruccio Veronesi nella presentazione “prezioso per questa ricerca è il materiale fornito da Giambattista Spaccini (1570-1636). […] Dello Spaccini l’autore di queste pagine ha saputo cogliere non solo il gusto della narrazione dei fatti, ma anche la semplicità aliena da erudite pedanterie”. Il volume propone, infatti, una ricerca storica accurata ma allo stesso tempo accattivante e fruibile anche per un pubblico non specialistico. L’opera è corredata di fotografie sia in bianco e nero sia a colori. L’edizione è a cura del Centro Studi Storici Nonantolani.

FESTE, SPETTACOLI E TORNEI CAVALLERESCHI NELLA MODENA DI CESARE D’ESTE (1598-1628)

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Marchio

Edizioni Artestampa – Centro Studi Storici Nonantolani

Formato

29,7×21

Pagine

78

Anno

2008

ISBN

9788889123850

1 recensione per FESTE, SPETTACOLI E TORNEI CAVALLERESCHI NELLA MODENA DI CESARE D’ESTE (1598-1628)

  1. Luca

    Anche se il periodo considerato copre appena 30 anni, erano molti i balli, opere teatrali, feste e in generale rappresentazioni artistiche che animavano Modena durante il governo d’Este. Erroneamente si pensa che queste tradizioni e festosità fossero radicate in tutta Italia fin dal principio del medioevo, ma è grazie a benefattori e grandi mecenati che la cultura viene trasformata, per il benessere dei cittadini e dei forestieri e viaggiatori, con un occhio arguto per questa sorta di turismo ante litteram.

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