Anche lei, anche la Basca, apparteneva alla vita inventata che volevo inventarmi. Com’è più dolce, però, l’esperienza vissuta, quando torna a essere, vent’anni dopo, una vita inventata… Le “vite immaginarie” di Antonio Delfini – provinciale non periferico, ancorato vagabondo del nostro Novecento letterario – calcano la scena di ‘Io parlo ai perduti’, scrittura teatrale che insegue sui pulpiti profani di una Modena trasfigurata le vanvere e le accensioni di un sognatore di professione. Roberto Barbolini si lascia assorbire dalla parola delfiniana, rincorrendola e intessendola in uno scambio illusionistico tra vite inventate e vita reale. Ciò che rimane, di questo viaggio al termine della parola, è la sola vita possibile: la scrittura.

Io parlo ai perduti, Roberto Barbolini, Modena
IO PARLO AI PERDUTI – Le vite immaginarie di Antonio Delfini

10.80

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Marchio

Edizioni Artestampa

Formato

24×16,5

Pagine

64

Peso

160 gr

Data di Pubblicazione

2010

ISBN

9788864620480

Lingua

Italiano

1 recensione per IO PARLO AI PERDUTI – Le vite immaginarie di Antonio Delfini

  1. Angela

    In questa fantastica rappresentazione teatrale, l’autore immagina un protagonista Delfini tra peripezie famigliari, locali e colleghi intellettuali. Stupisce come si sviluppa la storia, ma soprattutto il finale. Solo per la sezione conclusiva, infatti, meriterebbe vedere la rappresentazione a teatro.

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