12.00

Anche lei, anche la Basca, apparteneva alla vita inventata che volevo inventarmi. Com’è più dolce, però, l’esperienza vissuta, quando torna a essere, vent’anni dopo, una vita inventata… Le “vite immaginarie” di Antonio Delfini – provinciale non periferico, ancorato vagabondo del nostro Novecento letterario – calcano la scena di ‘Io parlo ai perduti’, scrittura teatrale che insegue sui pulpiti profani di una Modena trasfigurata le vanvere e le accensioni di un sognatore di professione. Roberto Barbolini si lascia assorbire dalla parola delfiniana, rincorrendola e intessendola in uno scambio illusionistico tra vite inventate e vita reale. Ciò che rimane, di questo viaggio al termine della parola, è la sola vita possibile: la scrittura.

Spedizione gratuita per acquisti superiori a €40*
*valido solo per l'Italia