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“Cosa pensano di Auschwitz, di ciò che rappresenta e testimonia, i ragazzi che provengono dall’Africa, dalla Cina, dal Maghreb, dall’Afghanistan, dal Brasile e dalle moltissime altre realtà extraeuropee presenti nelle scuole dell’Europa di oggi? Quali pensieri e quali sensazioni muove in loro il discorso sulla Shoah che intorno al 27 gennaio prende corpo? Cosa smuove, invece, in ragazzi che, pur facendo parte delle comitive organizzate da scuole ed enti locali […] subiscono le suggestioni dei movimenti razzisti, antisemiti, antizigani, omofobi e xenofobi?”. A partire da queste domande, l’autrice ci guida nell’altro viaggio, quello compiuto al ritorno da Auschwitz, dalle ragazze e dai ragazzi del Servizio civile volontario di Modena, attorno ai nuclei pregnanti ed urgenti del discorso su Auschwitz sessant’anni dopo. ‘Viaggiatori della mente’ e ‘Viaggiatori del reale’ intrecciano sensazioni, pensieri, riflessioni e parole, in un percorso che, in maniera sorprendente e feconda, riallaccia Auschwitz al colonialismo e allo schiavismo e fa dialogare Primo Levi e Joseph Conrad, alla ricerca di nuovi ed efficaci strumenti per commemorare, indagare, capire la storia del XX secolo.

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