Siamo nell’Italia del boom, del rock&roll e delle scorribande fuori porta con la ragazza e l’immancabile Cinquecento. E siamo, naturalmente, nell’Italia dei ragionieri, degli impiegati, della ricerca di un’emancipazione conquistata con lo studio, con la prestigiosa e all’apparenza inaccessibile università. Romanzo ambientato a Modena nel cuore degli anni Sessanta – già proiettati verso i favolosi Settanta – racconta di un mondo ormai lontano con quel pizzico di nostalgia di chi ha ormai i capelli bianchi e ripensa alle imprese della giovinezza. Questo lavoro di Vincenzo Galizia – che alla passione per la letteratura unisce un forte interesse per la critica d’arte, la pittura e la scultura – ha connotazioni in parte autobiografiche, ma le tracce individuali si stemperano nella ricostruzione di un clima storico e sociale che ha accomunato i destini di una generazione. Le vicende del giovane ragioniere Miro – dall’inserimento nel mondo del lavoro alle complicate e intense avventure sentimentali – sono il ritratto di un’esistenza individuale ma offrono al tempo stesso uno spaccato significativo dell’Italia di quegli anni, dei sogni, delle aspirazioni, dei conflitti sociali e degli orizzonti ideali degli uomini che l’hanno vissuta.

LA NEVE SPORCA

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Marchio

Edizioni Artestampa

Formato

21×15

Pagine

290

Peso

400 gr

Data di Pubblicazione

2005

ISBN

9788889123089

Lingua

Italiano

 

3 recensioni per LA NEVE SPORCA

  1. Gabriele

    Anche il solo scorrere con gli occhi la scheda del libro credo invogli l’acquisto, tutto ciò che è riportato viene realizzato nel testo che esprime realmente e in maniera tangibile cosa erano i valori dei mitici anni sessanta e come si stavano trasformando, unisce a un racconto di un cittadino di una media città il racconto di una società in cambiamento, nata da poco ma in continua evoluzione alla ricerca di equità.

  2. Virna

    Un libro molto interessante, come tutte le altre pubblicazioni dello scrittore.
    Attendo di leggere anche l’ultima fatica!

  3. Roberto Morelli

    In questo romanzo l’unico protagonista non è Miro; gli anni 60, infatti, si impongono fortemente nel libro con i loro elementi a tratti estranei al lettore non vissuto in quei tempi. Il giovane ragioniere fronteggia gli avvenimenti che si scagliano contro di lui, alcuni inusuali, altri nella quotidianità di ogni individuo, almeno del secolo scorso, che contribuiscono a creare una storia ricca di svolte inaspettate.

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