“Vaclav, il protagonista, fa il fotografo. Un’attività a cavallo tra l’artista e l’artigiano, lontano eppure vicino al mestiere di suo padre Icaro, un pittore famoso e ancora sulla cresta dell’onda nonostante la sopraggiunta cecità o forse proprio grazie alla disgrazia che aggiunge commozione alla reputazione, e che aggiunge maggiorazione alla quotazione delle sue opere. Così va oggi il mondo. E non va meglio il mondo attorno a Vaclav, fotografo per un giornale, agli ordini del viscido Leonetti che gli commissiona i servizi. Un mondo notturno, metropolitano, livido, con discoteche, bar, strade e personaggi ai margini. Le figure più efficaci del romanzo di Mario Ventura sono proprio quelle che gli occhi e l’obiettivo fotografano, strumenti complici e schifati nel medesimo tempo. […] In un crescendo che turba e affascina il lettore, con un ritmo da noir, da cronaca nera e da privatissima ricerca di un’infanzia e di un genitore perduti, il romanzo scopre le sue magiche architetture, rette specialmente dal rapporto padre/figlio. O meglio: figlio contro padre. Vaclav vuole sapere, vuole vendicarsi, vuole un impossibile risarcimento. Scopre anche l’arma: Icaro, il grande pittore cieco, forse è soltanto un mistificatore, come artista e come uomo.” dalla prefazione di Giuseppe Pederiali

 

FANNO PARTE DELLA STESSA COLLANA:

LA BOTTE NAPOLEONICA
MOMENTO DI TAGLIO
MEGLIO NASCERE CON L’ERBA ALTA
IL VIOLINO DELLA PLAKA
IL PRINCIPE DELLA PERSIANA
IL TORO NELLA NEBBIA
I RACCONTI DI MARTUNDE’
LA FORZA DELLE DONNE
SOPRANNOME DREAMER

 

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