Quest’opera, immutata parola per parola e immagine per immagine rispetto a come si presenta qui, non nacque però in forma di libro, né destinata al pubblico di un libro. Si trattava di opuscoli, alla fine otto, pensati per gli amici e destinati a una cerchia limitata. Stampati al computer ogni volta in una quarantina di esemplari, venivano inviati, in città e fuori, imbucandoli alla Posta. L’operazione andò dal 2002 al 2008, giusto in tempo, l’ultimo, per intitolarsi “Settanta” a contrassegno degli anni che compiva l’autore. Questo contesto amicale permette di inquadrare un aspetto che potrebbe riuscire irritante in un’opera “turistica”, benché molto sui generis “turistica” anche usate le virgolette, cioè come mai si scriva in prima persona e come mai, senza troppo pudore, si tocchino più volte avvenimenti e stati d’animo personali, alcuni anche intimi. Queste pagine sono scritte in grande libertà, mescolando molti generi e confidando su un lettore attento e benevolo, avvezzo alla non poca originalità dell’amico e disposto a seguirlo, per Modena e non solo, con animo, anche lui, di leggerezza.

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LE MERAVIGLIE DI MODENA

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Marchio

Edizioni Artestampa

Formato

21×15 Cartonato

Pagine

256

Peso

460 gr

Data di Pubblicazione

2015

ISBN

9788864623344

Lingua

Italiano

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12 recensioni per LE MERAVIGLIE DI MODENA

  1. Antonella

    Forse con amarezza, ironia o ilarità, Sandro Vesce mostra scorci inusuali di Modena e periferia, focalizzandosi sulle opere artificiali che hanno deturpato il paesaggio, da antenne a sculture discutibili.
    Unico sicuramente nel suo genere. Utile per far conoscere i pochi aspetti negativi dell’estetica modenese.

  2. Anna P.

    Un’opera originalissima, istruttiva e divertente. Bellissimo il modo di raccontare.

  3. Martina Masotti

    Sfogliando il libro mi sono accorta che a un certo punto ridevo da sola: non solo per la sua originalità, ma anche perchè ho scoperto cose che mai avrei immaginato! Un libro adatto ai più curiosi…proprio come me!

  4. Chiara Rabetti

    Che strane “Meraviglie di Modena” sono raccolte in questa bella pubblicazione! Mi hanno regalato questo libvro a Natale e mi sono molto divertita a leggerlo.
    Chiara

  5. Davide

    Dico subito che mi è piaciuto davvero molto; è un bell’esercizio di geografia surrealista (o
    dada), che propone un messaggio a mio avviso molto importante, quello dell’imparare a declinare lo sguardo a diversi “alzi”, fuori da quelli distratti ed orizzontali della quotidianità. Molto calviniano, infatti (cui giustamente fa riferimento l’autore a riguardo delle Città invisibili). Davvero divertente ed
    intelligente, una lettura piacevole e a tratti sorprendente.
    Complimenti sinceri, dunque.

  6. Anna Lombardini

    Una prima cosa che mi ha sempre colpito in tutti i suoi libri è la prospettiva nuova e sorprendente con cui guarda le cose e le persone: da immagini e fatti conosciuti fa vedere (come se si spostasse in un’altra posizione) qualcosa di inaspettato o fa scoprire profondità “molto profonde”.
    Ha la capacità di rendere interessanti (per storia e avvenimenti) dei particolari in sé banali e insignificanti: per farmi capire, i cordoli. E di farci vedere la bellezza anche in cose piccole o apparentemente semplici.
    Anna Lombardini, Novara, Docente di Lettere

  7. Giovanni Falciola

    Grazie per Le meraviglie, molte notizie, specie quelle riguardanti la ristrutturazione Umbertina del Duomo le conoscevo solo in parte, poi i pispio’ non ci avevo mai fatto caso, il libro mi ha dato un sacco di input…. Ciao e ancora grazie.
    Giovanni Falciola, disegnatore e incisore

  8. Diego Coletti

    Sei tu, Sandro, la meraviglia di Modena!
    Mons. Diego Coletti, vescovo di Como, vecchio compagno di studi a Roma negli anni Sessanta

  9. Franco Nasi

    Ho capito benissimo il denso livello etico del testo (più che politico direi etico). Per me l’atto etico parte dal rispetto (dello sguardo, dell’ascolto, del non pensare di impossessarsi degli altri con una telecamera ecc. cioè, in sostanza, di partecipare all’essere), e questo essere è anche nella storia e nel modo in cui noi lo raccontiamo con le parole: con ironia, autoironia, leggerezza che è segno di profondità.
    Franco Nasi, docente di Letteratura Italiana Contemporanea (Università di Modena e Reggio Emilia)

  10. Gigio Casinieri

    Ho appena finito di leggere con molto piacere le Meraviglie. Ho imparato molte cose che non sapevo,giusto ieri facevo un giro in Duomo con in mente le osservazioni del libro(non a caso stavo guardando il protiro della porta della pescheria spostato avanti e indietro). Domenica passando in piazza Roma avevo notato la sparizione del Pispiò a destra del palazzo ducale. Siccome io leggo sempre molto “alla veloce” in alcune parti ho dovuto rallentare per seguire i ragionamenti di Vesce in particolare sulle iscrizioni del museo lapidario. Molto bella anche la parte dove viene invocato Sant’Alò, il capitolo sulla Tav e i sottopassi.
    Gigio Casinieri

  11. Mauro Tesauro

    Le meravigliose meraviglie che scovasti, tra tutte per me i pispiò e i marciapiedi dentati, rappresentano, tra la via Emilia e il West, le “cose” più significative di questa piccola stracca città (altro che Palazzo Ducale!) dove a frotte ormai conduco in visita i miei vogliosi studenti (altro che Palazzo Ducale!).
    Certo che, quando andiamo in giro, ci hai fatto ben spalancare tutti e 5 gli occhi (!). E altrettanto certo che di tempo libero per le tue ineffabili ricerche nei hai avuto a iosa.
    Che la modenese pro loco, allora/orsù, onori come si conviene Caterinasandro, Esploratore di Prima Classe e Sommo Perdigiorno, che ci ha insegnato giusto che chi non ha tempo continui in verità a perderlo. Così lo freghiamo. Il tempo.
    Con affetto appunto sempiterno, tuo
    Mauro Tesauro

  12. Giorgio

    Stile frizzante quanto riflessivo con cui vengono presentate particolarità di Modena in modo originale e piacevole

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