MENZIONE SPECIALE al Premio Letterario Cittadella 2012
come miglior romanzo Fantasy dell’anno

Il Premio Letterario Nazionale Cittadella per il miglior romanzo fantasy pubblicato in Italia assegna per il 2012 a Martino Vecchi con il romanzo “L’EMBLEMA DEL DRAGO – Cronaca prima” la MENZIONE SPECIALE. La motivazione, come riportata nel diploma dice: per aver dato patria, cuore e voce al popolo dei draghi
Una notte di tempesta, un’immensa ombra scura sfiora le acque del mare in tumulto per trarre in salvo un neonato morente. I draghi di Telmagar intuiscono la misteriosa urgenza di salvare la vita del piccolo umano, e decidono di nascondere nel suo cuore il più potente prodigio che la loro millenaria sapienza ricordi. Sedici anni dopo l’oscuro signore dei demoni minaccia di rompere il leggendario Sigillo Imperituro per riportare caos e distruzione su Adeimos, una terra sconfinata in cui si intrecciano le sorti di umani, maghi, elfi, draghi e feliani. Magoran, il figlio dell’uomo e del drago, custodisce nel cuore un’eredità antica e potente: insieme a un drappello di valorosi e a Myril, ultima erede del glorioso popolo dei maghi runici, il giovane uomo sarà chiamato a proteggere Adeimos dall’invasione dei demoni e a compiere l’alto destino che ebbe inizio quella notte di tempesta, su Telmagar… Illustrazioni di Antonio Olandese e Davide Sammartino Gli amanti del genere fantasy non possono assolutamente lasciarsi sfuggire questa nuova perla in libreria.

“L’emblema del drago” è l’opera prima di un giovanissimo autore, ma per stile e narrazione non si direbbe affatto: una storia ben congegnata, personaggi così ben descritti da sembrare vivi e un linguaggio ricercato, estremamente godibile e mai pesante. Martino Vecchi ci dà il benvenuto sulla terra di Adeimos in una cupa notte di tempesta che, invece d’esser foriera di mal auspicio, reca con sé un nuovo abitante sull’isola di Telmagar, il Nido Celato di uno stormo di draghi: un umano in fasce a cui verrà dato nome Magoran, salvato dai Padri grazie alla Pietradrago, prezioso artefatto leggendario e simbolo di una profonda amicizia tra le stirpi umana e draconica. Così si mettono in moto le inarrestabili forze del destino, le stesse che faranno sbarcare Magoran su Aidemos nella medesima notte in cui un semidemone, guidato da un Oscuro Signore, tenterà di porre fine alla gloriosa stirpe dei werga… Benvenuti nel mondo de “L’emblema del drago”, luogo di miti e leggende, patria di elfi e folletti, feliani e umani, e di tante altre creature straordinarie che non potranno che affascinarvi, travolgendovi con il loro impeto in una terra ancora inesplorata e magica, seguendo il filo di un’avventura che vi farà emozionare fino all’ultima parola. La trama, come ogni opera fantasy, si configura come una lotta del bene contro il male ma, nutrendosi delle ricche componenti caratteriali di ciascun personaggio, cresce in spessore e profondità, affrontando temi importanti come amicizia, amore, brama di potere e perdono, senza mai risultare retorica o scontata. È un libro che va letto, soprattutto con la speranza che Martino Vecchi, in futuro, ci regali anche un secondo volume. Gli amanti del genere fantasy non possono assolutamente lasciarsi sfuggire questa nuova perla in libreria. “L’emblema del drago” è l’opera prima di un giovanissimo autore, ma per stile e narrazione non si direbbe affatto: una storia ben congegnata, personaggi così ben descritti da sembrare vivi e un linguaggio ricercato, estremamente godibile e mai pesante. Martino Vecchi ci dà il benvenuto sulla terra di Adeimos in una cupa notte di tempesta che, invece d’esser foriera di mal auspicio, reca con sé un nuovo abitante sull’isola di Telmagar, il Nido Celato di uno stormo di draghi: un umano in fasce a cui verrà dato nome Magoran, salvato dai Padri grazie alla Pietradrago, prezioso artefatto leggendario e simbolo di una profonda amicizia tra le stirpi umana e draconica. Così si mettono in moto le inarrestabili forze del destino, le stesse che faranno sbarcare Magoran su Aidemos nella medesima notte in cui un semidemone, guidato da un Oscuro Signore, tenterà di porre fine alla gloriosa stirpe dei werga… Benvenuti nel mondo de “L’emblema del drago”, luogo di miti e leggende, patria di elfi e folletti, feliani e umani, e di tante altre creature straordinarie che non potranno che affascinarvi, travolgendovi con il loro impeto in una terra ancora inesplorata e magica, seguendo il filo di un’avventura che vi farà emozionare fino all’ultima parola. La trama, come ogni opera fantasy, si configura come una lotta del bene contro il male ma, nutrendosi delle ricche componenti caratteriali di ciascun personaggio, cresce in spessore e profondità, affrontando temi importanti come amicizia, amore, brama di potere e perdono, senza mai risultare retorica o scontata. È un libro che va letto, soprattutto con la speranza che Martino Vecchi, in futuro, ci regali anche un secondo volume.
(Alice De Carli Enrico. Meloleggo.it)

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