«Da oggi in poi, su questo quaderno, annoterò tutti quegli appunti sui fatti più importanti, che avverranno. E al ritorno, quando sarò nuovamente sulla nostra Terra, questi miei pensieri uniti al ricordo, mi faranno rivivere ciò che sarà passato, di questa vita che mi si apre ora davanti…» scrive nel suo diario Luigi Bazzani il 28 marzo 1935 mentre si trova a bordo della nave ‘Vulcania’ salpata dal porto di Napoli  e diretta a Massaua in Eritrea. Richiamato dopo il servizio militare dal Regio Esercito, Luigi è uno dei 165.000 soldati nati nel 1911 destinati da Mussolini alla conquista dell’Etiopia. Ritornerà in Italia il 29 luglio 1936.  In  quaderni di piccolo formato per 15 mesi, con una sola interruzione di tre mesi, quotidianamente registra gli eventi da lui vissuti durante le diverse fasi di avanzata verso l’Abissinia.

Questo diario africano va ben oltre la dimensione personale: è un illuminante  spaccato  della vita quotidiana militare, narrata con lucidità descrittiva da un soldato di fanteria con mansioni di radiotelegrafista. L’eccezionalità della documentazione è in parte dovuta a un repertorio di  fotografie scattate nel Corno d’Africa, arricchite da  annotazioni che ne permettono il riscontro con il testo scritto.

A sedici anni dalla morte di Luigi Bazzani, la figlia Elisabetta ha deciso di rendere pubblica questa  testimonianza autografa, augurandosi che possa  aggiungere un ulteriore tassello alla ricostruzione storica di quella efferata campagna militare voluta dal regime fascista.

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