“Le distanze non si misurano dalla quantità dello spazio, ma dalla somma del tempo che s’impiega a percorrerle”.

Antonio Piola (1838)

“Il pensiero di penetrar nel cuore della città per l’ampio e spopolato Corso di Porta Tosa, è commendevole pel trasporto dei passaggieri, i quali non amano di essere scarrozzati in un remoto sobborgo”.

Carlo Cattaneo (1836)

 

Milano Porta Tosa: la stazione che non c’è. Ma che c’è stata, anche se non ha mai avuto un vero sviluppo. I progetti erano grandiosi: edifici imponenti, un piazzale limitato. La realtà fu l’esatto contrario: un vasto piazzale, con edifici piuttosto angusti. E la sua storia fu breve, anche se intensa: al contrario delle altre stazioni milanesi, quasi tutte sopravvissute, alcune ristrutturate o adattate ad altri scopi, Milano Porta Tosa è scomparsa, cosa rara nella storia delle nostre ferrovie. Qualche labile traccia rimane nelle leggende metropolitane e negli incerti ricordi degli appassionati di vecchi binari. E negli archivi, a saperli interrogare, formulando le giuste domande. Chi l’ha pensata? Si conoscono dei progetti? Chi l’ha costruita? Ma è stata davvero costruita? Come, e quando? Quali linee, quali città serviva e come interagiva con il sistema Milano? E infine, e soprattutto: cosa ne è stato?

Troveremo molte delle risposte andando “alla ricerca di una stazione perduta”. Le troveremo nei documenti, negli articoli di giornale, nella storia cittadina, e anche passeggiando per una geografia urbana che a saperla guardare conserva – nelle case, nel tracciato viario – tracce preziose e sorprendenti. Torneremo indietro alle Cinque Giornate scoprendo che proprio Milano Porta Tosa fu al centro di notevoli avvenimenti storici. Assisteremo a dibattiti tra progettisti, passeggiate sugli antichi bastioni, all’apprezzamento del Re. Perché la nostra stazione si nasconde tra le pieghe di un tempo affascinante, quello dei primi treni: quando l’Italia fece capolino fra le nazioni.

 

 

Svuota
MILANO PORTA TOSA – Alla ricerca di una stazione scomparsa

Spedizione gratuita per acquisti superiori a €40*
*valido solo per l'Italia.

Marchio

Edizioni Artestampa

Formato

24×17

Pagine

312

Peso

780 gr

Data di Pubblicazione

2020

ISBN

9788864627335

Lingua

Italiano

scegli il formato che desideri acquistare ➨

,

 

7 recensioni per MILANO PORTA TOSA – Alla ricerca di una stazione scomparsa

  1. Angelo

    Un libro interessante che racconta la storia curiosa della stazione Milano Porta Tosa. Molto bello!

  2. Stefano

    Un libro per non dimenticare la storia di una stazione ferroviaria in una città come Milano, un testo ricco

  3. Paolo Ladavas

    In pieno lock-down è uscito questo interessante libro che ripercorre le prime vicende ferroviarie di Milano e di alcune prime linee non solo lombarde. Come il sottotitolo eloquentemente indica, l’autore, ripercorrendo documenti e fonti storiche sapientemente ricercate e collezionate, è riuscito a ricostruire le vicende di questa antica stazione milanese che poté resistere, definita provvisoria, fino alla messa in esercizio della prima Stazione Centrale di Milano, per poi sparire, dimenticata. Siamo agli inizi delle ferrovie nello Stivale; la prima richiesta ufficiale per una linea da Venezia a Milano è del 2 settembre 1835. Ed è da qui che il libro prende le mosse, dalla linea Milano – Venezia e dai sui problemi di tracciato, dalla necessità di avere in Milano, anche per questa linea, una stazione in cui si possano attestare i treni in attesa di definire un impianto unico in cui indirizzare i convogli delle linee presenti e future (cosa poi risolta con la Vecchia Centrale, della quale, nel libro, si tratteggiano le mosse che ne hanno portato alla realizzazione). La linea di Venezia, giungendo da Est, si sarebbe avvicinata al centro città da quel quadrante, o come propugnava Carlo Cattaneo (nel 1836) addirittura avrebbe dovuto superare i bastioni, ed i treni avrebbero raggiunto l’attuale Piazza Fontana, dietro il Duomo, entrando da Porta Tosa. Nella realtà i treni si fermarono fuori dai bastioni e proprio presso Porta Tosa la linea Venezia avrebbe dovuto trovare il suo termine con un impianto che il progettista Milani aveva pensato vasto e sfarzoso, degno di una tra le due città del Lombardo-Veneto, tra le principali dell’impero Asburgico (già perché all’epoca l’Italia unita non c’era ancora, e proprio attorno alla stazione di Porta Tosa si ebbero alcuni tra i momenti più drammatici delle Cinque Giornate di Milano nel 1848: dopo la cacciata degli austriaci la porta, e la stazione, cambiò nome in Porta Vittoria). Non volendo togliere al futuro lettore la piacevolezza della lettura degli eventi narrati e della ricerca compiuta è corretto ricordare come l’autore non si sia fermato ai testi già pubblicati (che peraltro di Porta Tosa dicono poco o nulla) bensì abbia scavato negli archivi (in primis l’Archivio di Stato di Milano, ma non solo) accompagnandoci nel testo in una sorta di indagine. Quasi fosse un “detective” storico ferroviario Gallio ci conduce passo dopo passo non solo alla verità storica di questa stazione, ma ci coinvolge anche nelle vicende iniziali delle linee ad essa afferenti, linee di Venezia in primis, e di Piacenza e Pavia poi, financo ad illustrarci un raccordo lungo la circonvallazione dei Bastioni. Grazie alle immagini di mappe d’epoca, mappe recenti e fotogrammetrie aeree attuali anche chi non è milanese riesce a seguire le localizzazioni ed i rimandi ai luoghi che, necessariamente, vengono via via richiamati nel testo. Il lettore appassionato di storia ferroviaria troverà nel testo tutte le note che rimandano alle fonti consultate così da poter personalmente approfondire i vari argomenti che avranno suscitato in lui maggior interesse. Un testo sicuramente fuori dagli schemi classici nella pubblicistica per appassionati di ferrovia, dove l’attenzione alla storia (cioè alla elaborazione e riesposizione onesta e corretta delle fonti storiche ad opera dello storico) ben si coniuga con la realtà tecnica del mondo degli impianti ferroviari nei loro primi decenni di vita e ben si amalgama con i primi anni di storia patria accompagnandoci con un utile excursus temporale fino al 1885 con la divisione della rete ferroviaria in tre grandi società: Rete Mediterranea, Adriatica, e Sicula. Un testo da leggere e rileggere per le tante notizie storiche ben documentate lì contenute.
    Paolo Ladavas

  4. Ing. Abate (già collaboratore di Francesco Ogliari)

    I miei complimenti per il libro su Porta Tosa, il quale denota, per un argomento su cui in passato si è scritto poco e male, un’appassionata e approfondita ricerca di documenti coevi o anteriori all’impianto.
    In alcuni passaggi il libro sembra quasi un giallo, fatto di deduzioni, ipotesi e, infine, di verifiche con tanto di prove documentali.
    Proprio un bel libro.

  5. Giulia

    Un libro che racconta l’evoluzione e l’attività di una stazione ormai scomparsa e per questo ancora più interessante, la stazione di Milano Porta Tosa.
    La storia della seconda stazione creata a Milano è caratterizzata fin dalla sua creazione da polemiche e travagli, per questo è sempre stata considerata una stazione ferroviaria precaria. Consigliato agli appassionati ma non solo, poichè sembra quasi un romanzo giallo in alcune pagine.

  6. Federica

    Un libro che ripercorre eventi storici importanti caratterizzanti la città di Milano, fino ad arrivare ad un evento rimasto irrisolto: dov’è finita la stazione di Milano Porta Tosa?
    è attraverso la lettura di tale libro che si possono svelare arcani irrisolti, il tutto minuziosamente documentato.
    Una lettura intrigante, la consiglio!

  7. Cristina

    È stato davvero affascinante scoprire questo luogo di Milano ormai dimenticato da tutti. Complimenti all’autore per il lavoro di ricerca e analisi estremamente dettagliati che hanno permesso di ricostruire questa storia misteriosa tassello per tassello.

Aggiungi una recensione

Rassegna Stampa

Quattro 4 Settembre 2020

Facebook TRAINing

Ti potrebbe interessare…

In offerta!
Buy Now
Buy Now
In offerta!
In offerta!
In offerta!
In offerta!
Buy Now
In offerta!
Buy Now