Simon, il protagonista, gestisce, per conto di un titolare un’azienda di 40 persone. Il titolare poi scompare e il figlio che subentra la vuole vendere. Così licenzia personalmente uno ad uno i 40 dipendenti estraendoli a sorte abbinando ad ognuno una carta da gioco.

L’uomo “ nuovo ”, quello del futuro, è quello risorto dalla morte e dal buio dell’anima. E’ quello che ha compreso come sia più importante preservare la propria “SIM”, la propria anima rispetto agli stinchi, al corpo mortale anche se il dolore sia lacerante e la ferita sanguini. L’uomo “nuovo” è quello che, nonostante tutto, continua la sua corsa. La sorpresa finale, allora, non è un miracolo compiuto da 40 angeli ma da 40 uomini, 40 carte che si sono trasformate in 40 jolly.

 

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MORDIMI LO STINCO MA NON LA SIM – La storia di un matto che non sapeva d’essere un Jolly

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Marchio

Edizioni Artestampa

Formato

21×15

Pagine

176

Peso

260 gr

Data di Pubblicazione

2016

ISBN

9788864623610

Lingua

Italiano

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8 recensioni per MORDIMI LO STINCO MA NON LA SIM – La storia di un matto che non sapeva d’essere un Jolly

  1. Kenneth Caselli

    Inaspettatamente, leggendo il libro ci si avvicina molto di più ai personaggi di quanto la descrizione faccia pensare. L’elemento ironico, quasi sarcastico, lo percorre interamente in questa storia di destini, carte e uomini che si potrebbe rifare a “Il castello dei destini incrociati”, ma con la costante del datore di lavoro, artefice della loro sfortuna. Spero abbiate occasione di leggerlo, nella sua caustica unicità.

  2. Giorgio Arletti

    Bravo l’autore, se non sbaglio ha già pubblicato un altro libro sulle “Ringhiere” ?
    Ha un pensioro molto aperto. Mi piace!

  3. jiordan

    libro troppo interessante, solo la trama suscita curiosità, non so come dirvi che questo libro nonostante la copertina che non rende molto, i9l contenuto e fantastico, come dice il proverbio “non giudicare un libro solo dalla copertina” consiglio di leggerlo, perchè e realmente interessante e avvincente

  4. Anna

    Questo libro è una bellissima allegoria moderna della vita e delle difficoltà cui andiamo incontro, in particolare quelle che ci addossiamo per conto altrui, raccontata dalle voci disincantate di 40 dipendenti licenziati dal nuovo capo. E l’eredità che ci lascia il libro alla fine non è cosa da poco: se il destino “cane” ti morde lo stinco, ciò non significa perdere la tua sim-anima, se continui a guardare avanti e a contare su quello che vali. Prati è molto bravo a coniugare l’ironia con il senso profondo del racconto e questo suo terzo libro non mi ha deluso. Bravo!

  5. Giorgia

    Complimenti al’autore per quest’opera davvero esilarante e originale. Si legge tutta d’un fiato.
    Consigliatissimo.

  6. asia

    adoro l’autore di questo libro per la grande capacità creativa.

  7. Carmela R.

    Sono rimasta affascinata da questo testo! Anche se all’inizio fossi un po scettica i personaggi sono affascinanti e il modo a cui l’autore si approccia alla storia (quasi come fosse un gioco) lo rende ancora più interessante!!

  8. Debora

    L’autore ci regala, con questo nuovo racconto, un’interessante lettura che suggerisce un importante insegnamento sulla vita, guidata dal destino che spesso gioca all’uomo qualche “scherzo”.
    Attraverso un singolare parallelismo con la Parola Evangelica, l’intreccio si snoda ripercorrendo la vita di Simon, il protagonista, la cui vita è legata alla sorte di 40 uomini, dipendenti dell’azienda che gestisce.
    Libro consigliatissimo che si legge tutto d’un fiato!

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