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PAURA. TRADIMENTO. AMBIZIONE.

Sono questi i sentimenti che aleggiano sulla Repubblica all’indomani delle idi di marzo del 44 a.C. La morte di Cesare ha precipitato Roma sull’orlo di una nuova guerra civile. Da una parte ci sono i cesaricidi, appoggiati in Senato da Cicerone ma isolati dal popolo e lontani dalla Capitale. Dall’altra c’è Marco Antonio che cerca un accordo per la pace ma teme per il suo futuro al termine del Consolato.
Ben presto però, sulla scena politica, irrompe l’uomo destinato a cambiare il corso della storia: Gaio Cesare Ottaviano, nipote del dittatore, giovane spregiudicato e ambizioso. La sua vita, tuttavia, è minacciata da un misterioso sicario e solo un uomo può aiutarlo: Marco Nevio, legionario in congedo fedele alle antiche tradizioni del suo popolo, i Vestini. Marco dovrà indossare di nuovo l’armatura per obbedire a un antico giuramento…
Mentre l’inverno è sempre più freddo e il cibo scarseggia in città, i soldati della Repubblica marciano silenziosi verso Mutina, dove si combatterà la battaglia finale. Il rumore cadenzato dei loro calzari chiodati riecheggia tra le valli e le strade, portando un solo grido: GUERRA!

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