Vite che si affollano intorno a un muro alto nove metri, storie raccolte per strada o nella povertà accogliente di piccole case. Nelle lunghe attese davanti al check-point si intrecciano racconti e si prova a sorridere ancora. A Betlemme, in questo luogo di frontiera tormentato dal conflitto, sono in tanti a credere e operare per la pace. Valentina Lanzilli e Luigi Ottani hanno raccolto alcune di queste esperienze di impegno, visitando orfanotrofi come la Creche e l’Hogar Niño Dios e ospedali come il Caritas Baby Hospital, dove da decenni preti, suore, dottori e infermieri spendono vita e talenti per alleviare le sofferenze di una terra che si chiama “santa” ma porta spesso i suoi nati a domandarsi “perché proprio qui?”. «Sembra allora che la storia si ripeta. Per chi è nato a Betlemme, ieri come oggi, la meta pare essere il calvario. Ma è un Golgota in attesa dell’alleluja, cantato per la certezza del sepolcro vuoto. Quell’alleluja che spesso il personale del Caritas Baby Hospital canta perché le cullette rimangono vuote, dopo il ritorno a casa dei piccoli ospiti. Come è successo alla piccola Amani, che grazie a quel trasferimento nell’ospedale di Gerusalemme ha ritrovato la vita. Lei, che è tornata al Caritas Baby Hospital con una scatola di cioccolatini destinata al dottor George, ci fa ancora pensare che, per chi è nato a Betlemme, ci sarà sempre la speranza della resurrezione». Leggi tutto

 

NATO A BETLEMME – Born in Bethlehem

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Marchio

Edizioni Artestampa

Formato

28×24

Pagine

184

Peso

840 gr

Data di Pubblicazione

2011

ISBN

9788864620855

Lingua

Inglese, Italiano

7 recensioni per NATO A BETLEMME – Born in Bethlehem

  1. Antonietta Marrazzo

    Sono stata lo scorso anno in Palestina. E’ proprio tutto vero quanto raccontato in questo stupendo libro reportage.
    Anto

  2. Daniela

    Ho letto l’articolo su Famiglia Cristiana di Natale e ho compreso che la Pace per la Terra Santa è il sogno più bello che un bambino possa fare. Bravi e coraggiosi gli autori.

  3. Elisabetta

    A Betlemme si entra in una realtà molto diversa dalla nostra: si respira nell’aria la sofferenza della gente e l’ardente desiderio di pace, che mai si spegne. I testi e le fotografie del libro documentano questa realtà in modo ineccepibile.

  4. Federica

    I libro è molto vero, e dà un punto di vista diverso e quotidiano sulla questione arabo-palestinese: ti arricchisce, ti fa riflettere, e ti coinvolge emotivamente.
    Tuttavia, mi sarei aspettata qualcosa “di più” dalle fotografie, che, a parer mio, non sono sempre riuscite a creare un senso di completezza e supporto visivo al testo, a trasmettere un effetto di “immagine-testimonianza” in grado di dare vita a tangibilità al racconto scritto.

  5. Maria Chiara

    QUANTA SOFFERENZA PER QUESTI POVERI BIMBI,FORTUNATAMENTE CI SONO VOLONTARI CHE GLI AIUTANO E GLI FANNO “DIMENTICARE” CIO’ CHE STANNO VIVENDO,ANCHE SE IN REALTA’ I BIMBI NE RISENTONO PIU’ DEGLI ADULTI.

  6. Valentina Lanzilli

    Grazie a tutti di queste riflessioni e di questi commenti. E’ bello sapere che questo libro ha raggiunto più persone, che possono portare a loro volta una testimonianza su questa terra martoriata dal conflitto.

  7. Sara

    Questo libro reportage mi ha fatto molto riflettere, le storie tristi e crude di coloro che continuano a soffrire una guerra ingiusta e di cui non hanno colpa rimangono impresse. Ho molto apprezzato l’utlizzo delle foto in aggiunta al testo scritto, un gran libro! Complimenti agli autori!

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