Il romanzo è nato dalla suggestione provata visitando Villa Ombrosa e il suo parco. Quanto dell’umanità che qui ha trascorso la vita è stata trattenuta dai muri, dalle pietre, dalla natura circostante? L’autrice ha pensato a come potevano essersi snodati i giorni degli abitanti del Casino di Sant’Agnese nel 1731, anno in cui Lodovico Muratori acquistò villa e podere. È la storia di donne che vivono e lavorano nella casa e nei campi circostanti, luoghi nei quali si intrecciano le vicende amorose, nascono angosce e si stabiliscono fragili o rigidi equilibri familiari. È la storia di una città, Modena, centro di aggregazione e di attività dove si manifestano l’operosità, la tenacia di chi qui ha messo radici e le abitudini padane che si rispecchiano nel gusto della buona tavola, nei comportamenti socievoli e nei linguaggi propri di questo angolo d’Emilia, abitudini che danno colore e vita alla quotidianità non sempre facile della gente semplice.

 

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