Ambientazione: Il libro è ambientato tra la caduta del fascismo e la fine della seconda guerra mondiale (25 luglio 1943 / 25 aprile 1945) principalmente nelle basi navali di Spezia (Muggiano, Punta Castagna, Palmaria), oltre che in altre città e località del Nord Italia (Genova, Livorno, Portofino, Levanto, Arona, Salò, Sant’Andrea) appartenenti alla Decima Flottiglia MAS.

 

Trama e contenuti: La narrazione si presenta come una cronaca dettagliata, a tratti descrittiva e a tratti intimistica, delle vicende di Roberto Arres (pseudonimo dell’Autore), giovane militare dell’Aeronautica che decide di entrare a far parte dei mezzi d’assalto della Marina poche settimane prima dell’8 settembre 1943. Sorpreso dall’annuncio dell’armistizio durante un trasferimento da Spezia a Livorno, Roberto decide di tornare immediatamente in caserma e attendere ordini dal Comandante, il C.F. Junio Valerio Borghese. Come la maggior parte dei suoi compagni d’arme, egli sceglie di rimanere al proprio posto, entrando di fatto in una condizione di consapevole ribellione alla decisione di passare dalla parte dell’ex nemico presa dalle autorità del momento. Decisione considerata altamente disonorevole e nociva agli interessi del Paese e che lo accompagnerà fino alla fine del conflitto, e anche oltre. Durante i 21 mesi in Marina, Roberto affronta una dura formazione, fisica e psicologica, per divenire pilota subacqueo di Siluri a Lenta Corsa, i cosiddetti maiali. Il tempo per lui è scandito da una disciplina ferrea, da faticose esercitazioni diurne e notturne e dalla preparazione di azioni militari di importanza strategica, in parte condotte a termine, in parte fallite o rimandate. Oltre a tutti gli aspetti tecnici, militari e avventurosi, che da soli costituiscono un vero e proprio universo descritto minuziosamente – quasi giorno per giorno – e con immutata passione dall’Autore, entrano nel racconto anche gli aspetti umani ed emotivi di un piccolo gruppo di uomini animato da una grande spinta ideale e, allo stesso tempo, tormentato dal dubbio. Il filo conduttore della ribellione è quello della vergogna, del risentimento per l’umiliazione subita con l’armistizio che, di fatto, aveva lasciato un’intera nazione allo sbando. Il giovane Roberto, appena ventenne, è rimasto profondamente ferito nell’orgoglio e nel suo concetto di onestà e dirittura, da quell’evento, e gli pare che la giusta reazione per dimostrare la dignità sua e del suo Paese sia quella di non fuggire, di non voltare gabbana. Se ciò gli è chiaro in termini teorici, non lo è quando si tratti di definire concretamente il comportamento che meglio sia in grado di realizzare un così forte sentimento di riscatto. Il libro così diventa il racconto, sincero e drammatico, del profondo travaglio di coscienza di un ragazzo di vent’anni che sta vivendo una storia che lo sovrasta, una storia più grande di lui. Naturalmente, in questa storia c’è anche l’amore per una ragazza meravigliosa, Eva, che purtroppo gli verrà strappata dalla tubercolosi. La famiglia, l’italica famiglia come la chiama ironicamente l’Autore, saprà però custodire questo figlio così irruento e mistico (“maiale filosofo”), giocando un ruolo essenziale – e letterariamente rilevante – con l’introduzione di nuovi punti di vista e profondi spunti di ragionamento.

Infine, fondamentale protagonista della vicenda narrata è il sentimento d’amicizia e cameratismo. La squadriglia di Orione, da cui prende il titolo il romanzo, è un gruppo di giovani uomini che condividono ideali, che conservano insieme memorie e leggende del recente passato (numerosi gli excursus in cui si raccontano le azioni gloriose degli eroi della Decima), e che affrontano insieme imprese che possono costare loro la vita: senza retorica, ma con un senso alto dell’onore e anche di rispetto per l’avversario animati da un incondizionato amore di patria. Il racconto si chiude con gli ultimi concitati giorni di disarmo delle basi di Spezia e Genova, dal 19 al 30 aprile 1945, di cui l’Autore è stato diretto testimone.

 

Fonti: Oltre alle opere citate in bibliografia, utilizzate per i riscontri storico cronologici, l’Autore si è servito in maniera preponderante della propria memoria storica e dei documenti (diari) da lui stesso redatti all’epoca dei fatti narrati.

 

Aspetti storico-ideologici: Non può essere trascurata, vista l’ambientazione e l’argomento del libro, una breve ricognizione sulle tesi di fondo e sull’orientamento storico-ideologico del racconto. Nelle intenzioni dell’Autore, il libro dovrebbe fornire un quadro quanto più fedele e dettagliato della situazione di smarrimento (militare, politico, ideologico, personale) – seguito all’8 settembre 1943 e, in questo contesto, della posizione totalmente indipendente della Decima Mas del Nord rispetto alla Repubblica Sociale Italiana e all’ex alleato tedesco e naturalmente rispetto a quella della “Italia del Sud”. Per costruire questo affresco, l’Autore mette in scena diversi personaggi, tutti realmente esistiti, che rivestono ruoli ed esprimono posizioni spesso fra loro molto lontani o addirittura contrastanti  (militari, civili, religiosi, monarchici, repubblicani, partigiani, fascisti) e descrive, all’interno dello stesso protagonista Roberto, il lungo e burrascoso percorso di riflessione sulle travagliate vicende a lui contemporanee. La presa di distanze nei confronti della RSI è netta, ma non è quello il focus e lo scopo essenziale della narrazione: il vero obiettivo del racconto consiste proprio nell’ampliamento dell’orizzonte storico e nel superamento della dicotomia fascismo/antifascismo a favore di uno scenario assai più complesso e popolato da numerosi altri attori e protagonisti tutti con una loro dignità e una parte di “ragione”. Altro elemento di vero interesse è il fatto che gli eventi sono presentati attraverso il punto di vista – e la memoria – del protagonista: rinunciando all’obiettività del narratore onnisciente, l’Autore conquista la dignità romanzesca attraverso l’onestà di proporre una fedele interpretazione dei fatti, così come sono stati vissuti, compresi, agiti e talvolta subiti dai protagonisti.

 

Stile: La narrazione ha un andamento piano, riflessivo e di ampio respiro. Le descrizioni, particolareggiate e minuziose, consentono al lettore di immergersi – letteralmente – in ambientazioni e situazioni tutt’altro che note, che diventano tuttavia comprensibili e palpabili proprio grazie alla precisione della narrazione: complicate azioni subacquee, missioni, momenti conviviali, pranzi, spostamenti in treno. La quotidianità di un periodo così drammatico ed eccezionale torna a galla e si proietta come una pellicola senza trascurare nessun dettaglio. Altro elemento rilevante sono i dialoghi, cui è affidato lo spazio del ragionamento e del confronto fra diversi punti di vista, alla maniera dei grandi classici ottocenteschi. Nei dialoghi emergono figure affascinanti come il padre di Roberto, uomo acuto e perciò isolato, i colleghi, gli avversari, gli spettatori neutrali ma appassionati e i superiori di Roberto che, se da un lato contribuiscono all’esaltazione del giovane, dall’altro gli infondo robuste, e talvolta dolorose, lezioni di realismo. E infine i personaggi femminili, Emma Arres, madre di Roberto, e la fidanzata Eva, che brillano in tutta la loro sensibilità e intelligenza, costrette dalla società a un ruolo di seconda linea, eppure così essenziali, agli uomini, per la comprensione dei più intimi sentimenti e per la proiezione di un futuro possibile.


 

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