Serena Anselma

Serena Anselma, autrice

Mi chiamo Serena Anselma e sono nata il 6 aprile 1996 ad Alba, città enogastronomica per eccellenza della provincia di Cuneo. Prima di quattro sorelle, ho sempre dovuto essere più grande della mia età anagrafica.
Abito a Novello, uno degli undici comuni produttori del Barolo, un paesino di 1000 anime dove ci conosciamo tutti.
In prima elementare parlavo e scrivevo perfettamente il dialetto, mentre la lingua italiana mi era un po’ oscura. In famiglia abbiamo sempre parlato dialetto, per scelta. Soltanto così non si perdono le tradizioni.
Forse è per questo che amo così tanto indagare il passato. Cresciuta nell’ambito del volontariato sociale, a 18 anni e un giorno divenni presidente della Pro Loco del mio paese. Lo sono tuttora.
In prima media mi sono ritrovata ad organizzare uno dei più importanti festival dell’attuale panorama culturale, Collisioni. Conobbi artisti internazionali. Ricordo la genuinità di Lucio Dalla.
Grandi soddisfazioni, senza mai trascurare la scuola (mia mamma non concedeva attenuanti). Scelsi il Liceo classico Internazionale, sezione d’Eccellenza, regolarmente riconosciuta dal Ministero. Ne fui per tre anni rappresentante d’istituto e intrapresi molte “lotte” politiche, ritrovandomi spesso a tu per tu col Presidente della Regione. I pochi fondi rimasti stavano quasi per comportare la chiusura della scuola. In un mese riuscii a raccogliere diecimila euro attraverso eventi e lotterie. Momenti di gioventù. Mi sono diplomata a malincuore. In quelle aule studiò Beppe Fenoglio, che rimane lo scrittore che sento più vicino, non solo geograficamente parlando.
Sono ormai prossima alla Laurea in Lingue e Letterature straniere dell’Università di Torino. La scelsi perché un giorno vorrei tornare al Liceo, dall’altra parte della scrivania.
Nel frattempo ho aperto un’azienda vitivinicola. Da sempre sono una grande appassionata di vini.
Se non mi trovate tra le colline delle Langhe, cercatemi a Rimini. Sovente scendo in Romagna, amo il mare e la distesa di sabbia. Offre un senso di libertà impagabile.
Credo che si debba sempre credere nei propri sogni. La tenacia e la costanza portano alla loro realizzazione. Sono un’inguaribile ottimista, inutile dirvi che il bicchiere è sempre mezzo pieno. Di Barolo, ovviamente.

 

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