Lawrence Weiner

Lawrence Weiner

Lawrence Weiner (New York, USA, 10 ottobre 1942) utilizza il linguaggio verbale come un vero e proprio materiale scultoreo. Nella seconda metà degli anni Sessanta e negli anni Settanta si pone all’attenzione della critica internazionale per le sue installazioni, i libri e le riflessioni teoriche fino a divenire una delle figure centrali dell’arte concettuale. Il suo lavoro è incentrato principalmente sull’investigazione del rapporto tra le persone e le cose, attraverso la semplice presentazione di parole nello spazio. Le sue opere sono spesso riflessioni sulle qualità di un luogo ed offrono uno dei migliori esempi di arte liberata dalle convenzioni tradizionali della scultura. I suoi lavori più conosciuti consistono in interventi testuali sulle pareti dello spazio espositivo. In essi i testi descrivono processi, materiali e strutture che ogni spettatore può immaginare liberamente. Le sue parole – diversamente dalla letteratura che descrive stati esistenziali – fanno riferimento alla realtà oggettiva, a materiali esistenti in natura, ma eludono qualsiasi definizione specifica identificabile. A partire dal 1969 egli accompagna i suoi lavori con la seguente dichiarazione: 1) l’artista può realizzare l’opera; 2) l’opera può essere realizzata da altri; 3) l’opera non ha bisogno di essere eseguita. E’ dunque l’acquirente dell’opera a scegliere tra le tre possibilità che rispondono in maniera equivalente alla volontà dell’artista. L’esecuzione materiale dell’opera non è necessaria, l’originale dell’opera consiste nell’idea, nella formulazione linguistica che, una volta pubblicata, diventa di dominio pubblico.

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