Il progetto di rieditare, in edizione anastatica e con un’ampia introduzione aggiornata, l’opera che l’Ing. Enrico Marone dedicò, nel lontano 1935, alla Memoria dei lavori di costruzione della Direttissima Bologna-Firenze, nasce all’interno di un più ampio orizzonte di valorizzazione della cultura del territorio e delle sue eccellenze, che trova nell’associazione ABC – Appennino Bene Culturale un interlocutore di riferimento.
Essendo ricorso da pochi anni (aprile 2014), l’ottantesimo anniversario dell’inaugurazione della Direttissima, è parso opportuno cogliere l’occasione per riscoprire il valore di un’infrastruttura, estremamente innovativa per i tempi, che ha cambiato radicalmente i trasporti e la mobilità nell’Appennino Tosco Emiliano e dell’Italia intera.

CONTENUTI E SCANSIONE DELL’OPERA
Nella parte introduttiva, Maurizio Panconesi presenta in primo luogo la figura dell’Ingegnere Enrico Marone, direttore dei lavori della Direttissima Bologna-Firenze dal 1915 al 1930, anno della conclusione del proprio impegno nella grande Opera.
Figura di tecnico ma anche di filantropo, l’Ing. Marone arrivò a finanziare di persona la fine dei lavori della ferrovia e il pagamento delle maestranze, che era stato interrotto per la disastrosa crisi economica degli anni Venti. Dei due volumi di Memorieredatti dall’Ing. Marone, il curatore ripropone per intero, in ristampa anastatica, quello che contiene le relazioni sul progetto e sui lavori e le fotografie d’epoca. (A parte sarà possibile richiedere all’editore le tavole tecniche in cui sono stati isolati gli elementi più rilevanti e più accessibili a un ampio pubblico di lettori). Nella parte introduttiva, Panconesi traccia una storia puntuale delle fasi di realizzazione della linea, dalla costruzione delle cosiddette Ferrovie di Servizio sui due versanti della tratta alla realizzazione del “cuore” materiale del progetto, la Grande Galleria dell’Appennino che ha visto impiegati ben 1850 uomini e altrettanti addetti ai servizi. Storia della ferrovia è anche storia del lavoro, e della sicurezza sul lavoro: Panconesi si sofferma su questo tema con una ricerca puntuale, indagando sui metodi di prevenzione e soccorso in uso nel cantiere ferroviario – maschere antigas, farmaci preventivi delle più comuni patologie “da scavo”, sistemi di fuga – e più in generale sul trattamento dell’infortunistica e dell’assicurazione dei lavoratori. Il tema del lavoro viene affrontato poi anche sotto il profilo politico e sociale, indagando sulle modalità di commissione delle opere e ingaggio delle maestranze, senza trascurare qualche riflessione sui nuovi “villaggi operai” sorti attorno al cantiere della linea per ospitare le famiglie dei lavoratori provenienti da tutta Italia. Un capitolo è poi dedicato ai protagonisti dell’opera realizzata, ovvero i nuovissimi e prestigiosi treni veloci che dovevano sfrecciare sulla nuova poderosa infrastruttura: l’ETR 200, “disegnato dal vento”, l’ETR 300, ossia il famoso Settebello, icona della ricostruzione postbellica, fino ai recenti Eurostar e Frecce. Ma come si viaggiava sulla nuova linea? Panconesi dà voce anche a questo aspetto di storia del costume, dedicando un capitolo ai grandi avvenimenti storici che hanno avuto la linea della Direttissima come cornice. Infine, l’introduzione si chiude con un’ampia documentazione sulla ricostruzione postbellica e gli ampliamenti e modifiche effettuati a partire dagli anni Cinquanta.

APPARATO ICONOGRAFICO
Fiore all’occhiello del progetto è la vasta, in parte inedita, raccolta di immagini documentarie delle fasi di costruzione della linea ferroviaria e dei più significativi episodi ad essa legati.

 

 

 


 

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