A corredo della pubblicazione LA DIRETTISSIMA BOLOGNA-FIRENZE, esce questa cartellina contenete 13 planimetrie e cartine dell’intero tracciato della linea, con i dati che furono utilizzati dall’Ing. Enrico Marone e dai suoi collaboratori, Per la prima volta vennero impiegate soluzioni e accorgimenti innovativi e inediti. . In modo particolare vengono riproposte le cartine della Grande Galleria dell’Appennino. Il sistema di gallerie attraverso i rilievi appenninici (36,8 km totali), che ad oggi annovera con la “Grande Galleria dell’Appennino”, uno dei 20 tunnel ferroviari più lunghi al mondo, hanno accorciato drasticamente le distanze, inaugurando di fatto l’era della globalizzazione. Proprio in queste gallerie, però, i lavori subirono importanti rallentamenti a causa dello scoppio della prima guerra mondiale, poi furono ostacolati da frequenti crolli, esplosioni di gas naturali, inondazioni e un grave incendio che imperversò per quattro mesi; si arrivò perfino a costruire un tunnel parallelo per poter proseguire i lavori di avanzamento interrotti dalle fiamme nel condotto principale. Nei 21 anni impiegati per la costruzione della linea, 99 persone persero la vita. I 3.500 lavoratori che presero parte al progetto lavorando su diversi cantieri, sono la testimonianza della mole di forze che è stata necessaria per realizzare questa grande opera.

APPARATO ICONOGRAFICO
Fiore all’occhiello del progetto è la vasta, in parte inedita, raccolta di immagini documentarie delle fasi di costruzione della linea ferroviaria e dei più significativi episodi ad essa legati.

Copertina delle PLANIMETRIE E CARTINE
PLANIMETRIE, CARTINE + OPUSCOLO FOTOGRAFICO della DIRETTISSIMA BOLOGNA-FIRENZE

50.00

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*valido solo per l'Italia.

Marchio

Edizioni Artestampa

Peso

280 gr

Data di Pubblicazione

2017

ISBN

9788864625164

Lingua

Italiano

1 recensione per PLANIMETRIE, CARTINE + OPUSCOLO FOTOGRAFICO della DIRETTISSIMA BOLOGNA-FIRENZE

  1. Claudio Pedrazzini

    Acquistato a Milano alla Libreria Hoepli, il libro si presenta ottimamente concepito e stampato a un prezzo senza dubbio invitante e del tutto proporzionato all’investimento finanziario che tale realizzazione richiede.
    Si tratta, sostanzialmente, di un commosso – e commovente, per chi sa leggere anche la filigrana della pagina stampata – ricordo di una realizzazione che ha onorato l’Italia e che ha trasmesso di Essa un’immagine giustamente edificante in Europa e nel mondo intero. Le fotografie sono state ottimamente trattate e la loro resa estetica é impeccabile. Del tutto corretta la scelta del tipo e della grammatura della carta nonché della grafica, in particolare della copertina; sarebbe stata molto gradita la sua cartonatura ma questa opzione avrebbe implicato un considerevole aumento del prezzo non a tutti gradito, con il pretesto della crisi economica e quant’altro per non mettere mano al borsellino nella bottega del libraio, dove i soldi si pendono davvero volentieri se si é amanti del buon vivere. Un libro da leggere, più e più volte, da centellinare come un buon bicchiere di vino. Conosco bene le zone interessate da questa descrizione e non nascondo che essa mi ha più volte commosso: sono stato tante volte a Cà di Landino, soltanto in compagnia della mia inseparabile Leica, proprio per ascoltare la voce del passato e trarne spunto per una pubblicazione che ancora non ho concretizzato e chissà se lo sarà mai, data la mia età. Mi sono aggirato tra quelle che furono le case dei minatori, la loro infermeria-ospedale, la chiesa e la lapide volute dall’Impresa Angiolini. Poi mi sono avvicinato all’ingresso dei due pozzi inclinati, interdetti al pubblico ormai da decenni. E’ bastato un attimo per vedere uscire da essi, nella luce del giorno che sfumava verso la notte, prima i minatori, con i loro abiti da lavoro, e poi i non pochi viaggiatori che oggi definiamo “pendolari” sbarcati dal treno nella stazione delle Precedenze. Eccola, sotto i miei piedi, a centinaia di metri; vi vedo transitare un E.T.R. 200 mentre un lungo treno merci trainato da un E.626 attende di poter proseguire il suo viaggio. Sono sensazioni magnifiche, che temo siano ormai precluse alle nuove generazioni, ahimè; sensazioni splendidamente ravvivate da questo volume che il culture della storia ferroviaria, come della storia d’Italia in genere nonché del bel libro quale oggetto da sfogliare, accarezzare pagina per pagina, leggere e rileggere passim con il gusto dell’esplorazione letteraria non potrà non avere in biblioteca.
    Sono rimasto quindi pienamente soddisfatto del mio acquisto che consiglio a tutti, anche alla luce di una certa esperienza di autore, di direttore editoriale di un giornale nonché, ormai decenni or sono, anche di editore. Quindi: buona lettura a tutti, e tanti complimenti agli Autori e all’Editore per il loro ottimo lavoro .
    Claudio Pedrazzini – Brescia

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