Pamela Tavernari

Pamela Tavernari

Dopo la maturità classica, Pamela Tavernari si è laureata all’Università di Bologna in Lettere classiche con indirizzo archeologico con la tesi in Topografia dell’Italia antica Il territorio comunale di Crespellano. Popolamento, criteri di insediamento e attività produttive dall’età del Bronzo alla fine del mondo antico pubblicata nel 2007 con la presentazione di L. Quilici e a Ravenna in Conservazione dei Beni Culturali con indirizzo dei Beni archivistici e librari con la tesi in Storia della cartografia “Totius Orbis Descriptio: la collezione di carte geografiche del cardinale Alessandro d’Este (1568-1624)”.
Tra il 1987 e il 1996 ha partecipato a scavi archeologici, restauri e ricerche di superficie nella pieve di San Michele a Nonantola (MO), nella città etrusca di Marzabotto (BO), nella fornace romana di Torre Oche (MO), a Podere Decima presso Tabina di Magreta (MO), nelle case di via San Paolo alla Regola (Roma), in Val Gardena (BZ), a San Paolo di Civitate (FG), nel villaggio nuragico di Nuraghe Mannu presso Dorgali (NU), a San Severo (FG).
Ha curato, tra il 2001 e il 2005, il riordino e l’inventariazione delle serie archivistiche relative alla V legislatura (anni 1990-1995) del Consiglio Regionale della Regione Emilia-Romagna; del fondo Archivio generale della Amministrazione Provinciale di Bologna (anni 1961-1962) e dei fondi presenti nell’archivio di deposito della Provincia di Bologna; dei fondi bibliotecari dei ragazzi di Villa Emma e della fotografa Sebastiana Papa donati alla fondazione “Villa Emma – ragazzi ebrei salvati”; di fondi archivistici presso il Centro Documentazione Donna di Modena (UDI, Circolo Casa delle donne, archivi privati di importanti figure femminili); di pratiche dell’Ufficio Tecnico del Comune di Sant’Agata Bolognese (BO); dei fondi documentari e librari dell’ex Distretto Minerario e dell’Azienda di Promozione Turistica di Bologna presso l’archivio della Provincia di Bologna a Castelmaggiore (BO); nell’ambito del Progetto Archivi@ – Rete degli archivi modenesi del ‘900, del fondo Gina Borellini conservato presso il Centro Documentazione Donna di Modena.
Tra il 2007 e il 2008 ha effettuato una ricerca presso l’Archivio Abbaziale di Nonantola sulle origini del formaggio parmigiano in collaborazione con Enrico Belgrado per conto del Consorzio del Parmigiano – Reggiano.
Da vari anni realizza e pubblica ricerche relative in particolare alla storia del territorio emiliano, alla storia della cartografia e alla storia della bambola e dei costumi folkloristici. Suoi studi sono stati pubblicati su vari periodici; tra questi, per la rivista del Centro Studi Storici Nonantolani «Memorie» ha pubblicato, tra il 2005 e il 2007: Una pagina di storia nonantolana al femminile dall’Archivio UDI di Modena, Un’antica epigrafe, memoria del campanile dell’Abbazia di Nonantola, La famiglia Tavernari e i fonti battesimali di Ravarino e Nonantola. Ha curato l’itinerario 8, Chiese e ville del territorio di Nonantola. 1. Da Nonantola a Redù, Bagazzano, Rubbiara e ritorno, nella guida di P. Golinelli, Nonantola, i luoghi e la storia. Guida spazio-temporale di un grande centro monastico e del suo territorio, San Felice sul Panaro 2007 e in collaborazione con l’ISREBO (Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nella provincia di Bologna “Luciano Bergonzini”), il contributo Il territorio di Crespellano nell’antichità: le origini di un popolamento a vocazione agricola per il volume Crespellano e la sua storia a cura di W. Romani, Bologna 2009. Tra le sue principali pubblicazioni si ricordano inoltre: con Massimo Baldini e Natascia Reggiani, Dalla Domus communis al Palazzo della Partecipanza. Storia delle residenze della comunità di Nonantola, Modena 2011 e con Andrea Guerra, La famiglia Salimbeni. Una storia nell’Italia pre e postunitaria, Modena 2012.

 

Volumi pubblicati

 

 

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