Un’opera importante come il vino che celebra, il Lambrusco, anzi i Lambruschi di Modena: vino allegro e beverino, irresistibile invito al convivio e ai piaceri della tavola, il Lambrusco è stato per troppo tempo escluso dal gotha dei vini di alta classe e mortificato da produzioni di bassa qualità. Negli ultimi anni questa tendenza si è decisamente invertita, e i Lambruschi del territorio modenese hanno riconquistato il posto che spetta ai vini che possiedono le qualità essenziali per farsi amare da esperti e profani: storia, bontà, poesia. Dal limpido Sorbara all’avvolgente Salamino, fino al generoso Grasparossa, ogni palato riconosce il suo Lambrusco e difficilmente smetterà di essergli fedele.

A questo volume hanno collaborato, oltre a prestigiosi nomi del giornalismo e del mondo enogastronomico italiano, l’Università degli Studi di Modena e l’ateneo di Bologna, con contributi che restituiscono in un affresco completo la storia, la tradizione, le tecniche di coltivazione e vinificazione, i vitigni, le varietà, le proprietà di questo vino finalmente “ritrovato” che esibisce in queste pagine tutta la sua schietta e profonda ricchezza.

Un’esauriente selezione di cantine del territorio modenese, con una descrizione puntuale delle etichette, completa il primo atlante dei Lambruschi modenesi, uno strumento indispensabile per chi ancora non conosce le potenzialità di questo antico e straordinario nettare, e un’occasione di approfondimento e di scoperta anche per i più esperti: brindare per credere.

 

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