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12.00

Siamo nell’Italia del boom, del rock&roll e delle scorribande fuori porta con la ragazza e l’immancabile Cinquecento. E siamo, naturalmente, nell’Italia dei ragionieri, degli impiegati, della ricerca di un’emancipazione conquistata con lo studio, con la prestigiosa e all’apparenza inaccessibile università. Romanzo ambientato a Modena nel cuore degli anni Sessanta – già proiettati verso i favolosi Settanta – racconta di un mondo ormai lontano con quel pizzico di nostalgia di chi ha ormai i capelli bianchi e ripensa alle imprese della giovinezza. Questo lavoro di Vincenzo Galizia – che alla passione per la letteratura unisce un forte interesse per la critica d’arte, la pittura e la scultura – ha connotazioni in parte autobiografiche, ma le tracce individuali si stemperano nella ricostruzione di un clima storico e sociale che ha accomunato i destini di una generazione. Le vicende del giovane ragioniere Miro – dall’inserimento nel mondo del lavoro alle complicate e intense avventure sentimentali – sono il ritratto di un’esistenza individuale ma offrono al tempo stesso uno spaccato significativo dell’Italia di quegli anni, dei sogni, delle aspirazioni, dei conflitti sociali e degli orizzonti ideali degli uomini che l’hanno vissuta.

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