Arsita trasporta con tocco leggero tra la gente di paese, tra i veli neri e ricamati delle signore abruzzesi e i crocchi appartati dei giovani. Piccoli dipinti dal tratto delicato descrivono le persone che abitano la stessa cornice, entro cui si trova anche Ivana. Ivana viene dal nord, terra ostile agli occhi di un borgo all’ombra del Gran Sasso che guarda con amore il sole tuffarvisi alle spalle, ma con diffidenza questa giovane ragazza modenese voluta in moglie da Rocco. Magra, spigolosa e senza dote se non la sua razionalità e il disincanto, Ivana, figlia di un partigiano, si trova immersa in un mondo di riti e credenze radicati come i faggi ai piedi del Gigante Addormentato. Superstizioni irragionevoli, sì, ma rassicuranti – e forse con un fondo di verità – per un piccolo mondo popolato da anime sagge, uomini asciutti, donne forti, con ferite spesso senza riscatto. Nello scontro di due opposte mentalità si incontrano però i cuori di una donna dalla sola sembianza fredda e di una famiglia che combatte la reticenza.

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ARSITA – Il paese delle donne coraggiose

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Marchio

Edizioni Artestampa

Formato

21×14

Pagine

176

Peso

240 gr

Data di Pubblicazione

23/02/2022

ISBN

9788864629100

Lingua

Italiano

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4 recensioni per ARSITA – Il paese delle donne coraggiose

  1. Giulia

    Invoglia molto alla lettura.
    Dalla sinossi, dallo stile che ho potuto scorgere dalla lettura di alcuni estratti è un testo che mi spinge ad acquistarlo. Mi colpisce in particolare, il modo in cui, attraverso una narrazione leggera l’autrice riesca a trarre un’immagine viva e verosimile di Arsita.

  2. Annamaria

    Anni ’50. Ivana, una giovane donna del nord dal carattere forte, inizia una nuova vita in un piccolo paese abruzzese chiuso nelle sue radicate usanze e superstizioni. Cosa potrà andare storto? Due mentalità diverse che si incontrano in un suggestivo borgo alle pendici del Gran Sasso immune allo scorrere del tempo. Non vedo l’ora di leggerlo!

  3. Sara Ferrari

    Visto e comprato subito, sono sicura che sarà una bella lettura.

  4. raffaella

    “Gli raccontò di aver visto, quel pomeriggio, Felicetta e Lucietta sedute davanti al camino. Felicetta, riempita una ciotola d’acqua, si era versata su un dito una goccia d’olio, e con quel dito aveva tracciato un segno di croce sulla fronte della nuora sussurrando parole incomprensibili. Poi aveva preso un’altra goccia d’olio sul dito e l’aveva lasciata cadere nell’acqua, dopo di che entrambe avevano guardato attentamente dentro la ciotola. Infine avevano gettato l’acqua nel cortile e si erano dedicate ad altro.” Davvero una bella scoperta, non si direbbe che l’autrice sia alla prima pubblicazione, eppure… un libro molto bello che mi è entrato dentro. Punto di forza, a mio parere, la capacità di ridare vita e voce a persone, luoghi, costumi, tradizioni, superstizioni e modi di dire che sarebbero altrimenti persi. Le descrizioni sono sempre vivaci, a tratti pittoresche, qualità che apprezzo molto in un libro. Un altro pregio è il biculturalismo, espresso molto bene dall’autrice che a sua volta è cresciuta a metà tra la “cultura” abruzzese e quella modenese. Un vero gioiello.

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