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“Nell’insegnamento ci si muove in quella zona di confine tra il logico e il simbolico che equivale a dire, in termini un pò grossolani, tra ragione e follia”. Umberto Galimberti affronta in una conferenza tenuta a Modena e interamente trascritta in questo libretto il tema complesso e quanto mai attuale del “senso del fare scuola”. Cosa significa educare, quale l’approccio e la disposizione d’animo che fanno dell’insegnante non un mero esecutore di un mestiere ma una vera guida, una figura carismatica capace di intercettare le esigenze profonde del variegato insieme di individui che compongono una classe? A queste domande Galimberti risponde parlando “un momento di filosofia”: attraverso una riflessione sul rapporto tra pensiero simbolico e pensiero razionale si profila la possibilità di un nuovo equilibrio comunicativo tra docente e studente, un nuovo linguaggio in cui alle maglie rigide e univoche della logica si affiancano le istanze plurali e polisemiche della simbolica. È in questa “zona di confine”, appunto, tra l’intelletto aristotelico e il cuore pascaliano, che dovrebbero sapersi collocare gli insegnanti per comunicare con i giovani allievi: perché proprio a partire dal successo e dall’efficacia di questa comunicazione può dipendere il successo e la felicità della vita futura.

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