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Un racconto fotografico dedicato a un soggetto fino a oggi ignorato: le “fabbriche di sassi”, ovvero i frantoi di ghiaia e materiali per l’edilizia che, disseminati lungo i fiumi, hanno accompagnato la nostra storia fino allÂ’età postindustriale. Fabbriche a cielo aperto, che nemmeno la fotografia industriale aveva sentito la necessità di documentare, su cui invece si è posato lo sguardo di Luigi Ottani, autore tra i più promettenti della fotografia italiana contemporanea. Ottani esplora l’inedito paesaggio in un momento irripetibile: quando i frantoi, dopo secoli trascorsi a stagliarsi come cattedrali lungo il fiume, si preparano a lasciare il loro luogo naturale, divenuto improprio. Scavare ghiaia nell’alveo è proibito da anni. I frantoi ancora attivi macinano materiali di altra provenienza, in attesa di essere trasferiti altrove, in una nuova vita disgiunta dal fiume. Luigi Ottani cattura l’immobilità di questo momento: sabbia, ghiaia, ferro e cielo, in un paesaggio che ha qualcosa di primitivo e insieme di sospeso. Ancora una volta la relazione tra l’uomo e la natura: una relazione che, quando l’autore vi si sofferma, ha già cambiato di segno.

Link: http://www.luigiottani.it/

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